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Dieta per insulino resistenza

Ultimamente ti senti spesso appesantita, sopratutto dopo pranzo ti viene una leggera sonnolenza. Tra l’altro fai fatica a scendere di peso nonostante segua alla perfezione la dieta.

Ti rivolgi al medico che ti diagnostica una insulino resistenza.

Prima di capire come fare una dieta per insulino resistenza vediamo prima di cosa si tratta.

Cos’è l’insulino resistenza

L’insulina è un ormone proteico secreto dal pancreas con funzioni soprattutto anaboliche, cioè permette di far assimilare i nutrienti assunti attraverso l’alimentazione. Grazie all’insulina il corpo permette di regolare la glicemia entro limiti accettabili per aiutare sia cervello, muscoli e fegato a lavorare bene e costantemente. Quando ne produciamo molta, a seguito di uno stato di sovrappeso e obesità l’organismo mette in atto strategie di difesa in cui i tessuti prendono solo la quantità di ormone che interessa mentre il resto lo rilasciano liberamente nell’organismo con una conseguente iperinsulinemia compensatoria. Questa situazione di difesa viene definita insulino-resistenza. Gli organi più colpiti da questa sindrome sono il muscolo scheletrico, il fegato, il tessuto adiposo, l’ovaio e l’utero.

Questa sindrome nel tempo può determinare uno scompenso del metabolismo degli zuccheri e di conseguenza anche il diabete. Prevenire o curare l’insulino resistenza può aiutare molto a dimagrire in modo efficace e migliorare la qualità della vita.

insulino resistenza e dieta

Caratteristiche dell’insulino resistenza

Come si diagnostica l’insulino resistenza

La diagnosi di insulino resistenza spetta al medico e viene diagnosticata in base ai segni e sintomi (stanchezza o sonnolenza post prandiale, segni di achantosis nigrans) e in base agli esami di laboratorio (curva da carico della glicemia e dell’insulina, indice di HOMA)

L’achantosis nigrans sono dei segni (striature alcune volte scure) dietro al collo sotto le ascelle e alcune volte sulle nocche delle mani.

segni di insulino resistenza

Segni di insulino resistenza

Gli esami di laboratorio per identificare una insulinoresistenza sono essenzialmente due:

  • Curva glicemica e insulinemica: Viene effettuato un prelievo basale basale e successivamente si fa assumere al paziente 75 gr di glucosio. Ogni 30 minuti per un massimo di 180 minuti vengono effettuati prelievi di sangue. Successivamente il laboratorista andrà a dosare i valori di glicemia e insulinemia tramite strumenti specifici dei vari prelievi effettuati.
  • Indice di Homa: è una metodologia meno accurata della curva da carico di 75 gr, ma può essere utile come primo step se non si vuole sottoporre il paziente allo stress della curva glicemica. Si effettua a digiuno un prelievo venoso e si va a dosare la glicemia e l’insulinemia. Tramite un calcolo specifico (indice di HOMA) se il valore ottenuto è maggiore di 2,4 c’è una forte probabilità di essere insulino resistente.

Cause dell’insulino resistenza

Le cause dell’insulino resistenza sono diverse e spesso concatenate tra di loro:

Probabilmente fattori genetici predisponenti (avere diabetici in famiglia può essere un fattore molto importante) insieme ad uno stile di vita fortemente sedentario e uno stile alimentare molto ricco di grassi saturi e carboidrati semplici determina in una alta percentuali di casi l’insorgenza di una insulino resistenza.

In particolare la presenza a livello addominale di uno specifico grasso chiamato viscerale e superficiale profondo è l’anticamera dell’insorgenza si questa sindrome.

In alcuni casi alcuni farmaci possono essere dei fattori di innesco per una disregolazione del metabolismo dell’insulina, in particolare sotto accusa c’è il cortisone assunto per prolungati periodi.

Altri fattori importanti sono quelli ormonali, in particolare tutte le patologie che riguardano il metabolismo del cortisolo (sindrome di Cushing)

 

Quali sono le conseguenze dell’insulino resistenza

In una alta percentuali di casi l’insulina resistenza porta ad un aumento di peso, difficoltà a dimagrire. Spesso nelle donne si riscontra una alterazione del ciclo mestruale o addirittura amenorrea con conseguente infertilità. Spesso in concomitanza delle dismenorrea si riscontra anche delle microcisti o delle cisti ovariche.

Nel lungo periodo l’insulino resistenza porta una sindrome metabolica con un forte di rischio di contrarre il diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari

insulino resistenza effetti a lungo termine

I rischi che può portare l’insulino resistenza

Come curare l’insulino resistenza

La strategia più efficace per curare è una dieta per insulino resistenza e la modifica dello stile di vita. Un’ attività fisica mista, di tipo aerobico e anaerobico sopratutto ad alta intesità (HIT)  permette di migliorare la sensibilità insulinica di muscoli e fegato determinando un netto miglioramento della sintomatologia. Tale approccio è da preferire a farmaci che spesso hanno diversi effetti collaterali.

Spesso nelle prime fasi di un percorso dietetico la perdita di peso è molto lenta a causa del forte squilibrio del metabolismo degli zuccheri e della forte infiammazione causata dalla resistenza insulinica. È  importante dunque nelle prime fasi dare una scossa all’organismo affinchè l’insulina scenda in modo efficace. Per far ciò bisogna intervenire  in acuto nelle prime fasi con diete speciali che permettano di migliorare il quadro clinico, tramite una dieta  a basso contenuto di carboidrati, zuccheri semplici e antinfiammatoria. Tali approcci permettono di  sollevare l’organismo dal pesante macigno della resistenza insulinica.

Una volta equilibrato il quadro clinico è possibile seguire una dieta mediterranea per stabilizzare i progressi.

Dieta per insulino resistenza

La prima cosa importante per far diminuire l’insulina è fare una dieta a basso carico di carboidrati. L’insulina infatti è direttamente proporzionale ai carboidrati del pasto. Questo significa che ad ogni pasto non devi assumere più di 60-80 gr di carboidrati in base al tuo peso corporeo.

Cerca di mangiare prodotti che abbiano un indice glicemico basso come legumi, pasta integrale al dante, farro, orzo. Il riso avendo un alto indice glicemico andrebbe sempre assunto con verdure insieme ad un piccolo secondo.

Diminuisci il latte e derivati che avendo un alto indice insulinemico stimolano eccessivamente l’insulina.

Un esempio di dieta per insulino resistenza:

Colazione a base di yogurt grego con muesli o mandorle o noci sgusciate, oppure una premuta di arancia con massimo 4 biscotti secchi.

Pranzo completo costituito da 60 gr di pasta con tonno oppure con ricotta o con uovo o 50 gr i pasta con 50 grammi di legumi. Puoi anche mangiare un primo da 60-80 gr di pasta e 150 gr di carne bianca

Cena va benissimo un secondo con contorno ed un frutto

Fai attenzione al fruttosio! Il fruttosio contenuto sopratutto nelle merendine e prodotti confezionati e in parte nella frutta e miele stimola la produzione di acido urico che crea nel tempo insulino resistenza. A proposito di acido urico fai anche attenzione a vino, birra e prodotti lievitati che stimolano molto l’acido urico. L’attenzione è quella di una regolarità e parsimonia nell’assumere questi prodotti.

 

 

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By | 2018-06-17T17:54:00+00:00 02/04/2018|Categories: Diete, Dimagrire, Metabolismo|