Come combattere la fame nervosa

La fame nervosa è un termine generico per indicare un evento in cui si mangia senza controllo, al di la del reale senso di fame fisiologico. Può essere un momento transitorio o una fame nervosa cronica in cui in modo ciclico ci si ritrova ad avere dei raptus di fame senza che ci sia un reale bisogno di mangiare.

Perché ho la fame nervosa

La fame nervosa è  spesso legata ad un corto circuito dei  processi fisiologici di fame e di sazietà. Questo corto circuito spesso parte dal cervello in particolare da una zona chiamata ipotalamo. Questa parte del cervello è la scatola di comando di tutto l’organismo tra cui anche la regolazione della fame e della sazietà attraverso segnali che derivano da tutto il corpo. Quando l’organismo non ha più bisogno di energia l’ipotalamo invia comandi di sazietà affinché l’organismo non cerchi piùcibo. Mentre quando manca energia e c’è bisogno di nutrienti, l’ipotalamo invia segnali di fame in modo che la persona ricerchi cibo per bilanciare il deficit energetico e di nutrienti.

Il corto circuito avviene quando pur non essendoci bisogno di nutrienti o di energia ci si ritrova davanti ad un forte impulso a mangiare senza che ve ne sia una reale necessità e senza che ci sia il controllo

Fame nervosa cause ormonali e fisiologiche

Ci sono situazioni fisiologiche che determinano una aumento della fame nervosa. Le condizioni più frequenti sono la gravidanza e l’allattamento dovuta ad  un aumento del progesterone e della prolattina. Questi ormoni in particolare tendono a stimolare la fame, ma soprattutto a cambiare il gusto della donna che ha una maggiore sensibilità al salato o al dolce.

Altre situazioni fisiologiche che determinano un aumento della fame nervosa sono la fase premestruale e ovulatoria. Tale condizione è molto soggettiva, ma il sovrappeso o l’obesità tende a dare una maggiore spinta alla fame nervosa. La perdita di peso insieme ad una attività fisica costante può migliorare e in alcuni casi far scomparire la fame compulsiva.

Alcune condizioni patologiche possono determinare la fame nervosa in particolare l’insulinoresistenza , il diabete oppure un aumento del cortisolo. In questi casi vi è una spiccata voglia di dolci in particolare nelle ore dopo pranzo o il pomeriggio o in tarda mattinata.

Un ipotiroidismo conclamato o subclinico spesso è associato inizialmente ad un forte aumento della fame nervosa, che si risolve in una ottima percentuale dei casi con una terapia mirata.

La fame nervosa è il tallone di achille per chi smette di fumare. La nicotina è una sostanza in generale anoressizzante e la mancanza di questa sostanza nel cervello diminuisce il senso di sazietà. Spesso il problema associato è anche quello di piluccare durante la giornata in quanto si tende a voler portare qualcosa alla bocca riprendendo il gesto del fumare.

Fame nervosa cause psicologiche

Nella maggior parte dei casi spesso la relazione fra stati psicologici e stati di fame iniziano già nei primi anni di vita (Hilde Bruch). Questo corto circuito dei normali processi fisiologici avvengono già dai primi anni allorquando la figura genitoriale risponde a qualsiasi stato emozionale del bambino tramite il cibo.

Di solito nella prima infanzia c’è un istinto primordiale in cui si mangia se si ha fame e non si mangia se non si ha fame. Spesso il corto circuito avviene proprio quando si forza questo istinto primordiale. Senza demonizzare alcuni comportamenti che fanno parte in alcuni casi della nostra cultura alcuni esempi sono:

utilizzare il cibo come premio: “bravo hai fatto compiti ti meriti una bella merendina!” oppure “smettila di piangere che mamma ti dà una bella caramella” sono spesso utilizzati come escamotage per gestire alcuni eventi emotivi. Un tipo di comportamento del genere protratto nel tempo può portare l’adulto a rispondere agli stati d’animo di sofferenza o malessere o di benessere con l’alimentazione.

In alcuni casi stati di ansia o depressione o attacchi di panico continuativi possono essere collegati ad un aumento di peso a causa della fame nervosa in quanto si tende a voler compensare la situazione di malessere attraverso il cibo in particolare con cibi ricchi di zuccheri o ad alta densità calorica (riempirsi) . Complici a volte sono anche i farmaci ansiolitici.

Situazioni molto simili di fame nervosa sono associate alla noia, all’insonnia, allo stress o traumi come lutti gravi.

Il cibo può essere anche utilizzato come punizione. La classica frase: ”Se fai il cattivo, vai a letto senza cena” oppure “se non finisci di mangiare tutto quello che hai nel piatto non ti alzi da tavola” è ancora nei nostri ricordi. Alcune volte questi bambini sviluppano da adulti una particolare rigidità nei confronti del cibo. Questa rigidità alimentare può avere dare vita a compensazioni come raptus o abbuffate in quanto lo schema alimentare rigido non è possibile in molti casi mantenerlo per lunghi periodi. In alcuni casi questi comportamento possono sfociare in disturbi alimentari.

Il cibo può essere anche un ricatto: “se non finisci il pranzo, non andrai a vedere la televisione o non andrai in cortile a giocare con gli amici”. Da adulto una persona obesa tenderà ad avere forti problemi nel seguire una dieta in quanto può vivere inconsciamente la dieta stessa come ricatto.

Ci sono situazioni psicologiche di fame nervose che si affacciano insieme a disturbi alimentari come la fame nervosa post anoressia o bulimia. Sono disturbi fondamentalmente di natura psicologica in cui il cibo è solo la punta dell’iceberg. Spesso il momento in cui ci si ferma è quando fa male lo stomaco o quando si instaura il vomito per la grande quantità di cibo ingurgitata.

In alcuni casi l’unico modo per provare un sollievo psicologico dai sensi di colpa e un sollievo fisico è indursi il vomito. A volte vengono associate anche pratiche di compensazione come l’uso di lassativi o diuretici

L’altra faccia della medaglia della fame nervosa è il rapporto edonistico con il cibo. Spesso il cibo è convivialità e socialità. Ma in alcuni casi si instaura un rapporto patologico al pari delle droghe in cui non puoi fare a meno di alcuni alimenti. Quel dolce che ti piace tanto, la nutella, quella cioccolata di cui non puoi fare a meno prima di andare a letto sono spesso dei momenti di piacere che instaurano nel cervello una dipendenza che in alcuni casi non puoi fare a meno portando anche ad un repentino aumento di peso.

In tutti questi casi una piccola terapia con un psicologo specializzato nella fame nervosa può esserti di aiuto e in una buona percentuale dei casi può risolvere un problema che non pensavi di poter risolve più.

Cosa prendere per la fame nervosa. Combattere la fame nervosa con le erbe e le medicine naturali.

Spesso il mondo del web propone numerosi rimedi naturali per la fame nervosa, ma sono poche le piante che realmente danno una efficacia provata.

Melissa per la fame nervosa: in effetti il suo utilizzo è rivolto agli stati d’ansia e indirettamente alla fame nervosa da ansia. È una pianta gradevolmente aromatica che viene utilizzata sia come ansiolitico sia come antispastico della muscolatura dell’intestino. Viene utilizzata come estratto secco a volte insieme alla valeriana.

Ginko Biloba per la fame nervosa: aiuta il microcircolo del cervello e dunque la sua ossigenazione. Tale caratteristica permette un maggior controllo della fame.

Magnesio per la fame nervosa: utile soprattutto nei cambi di stagione questo minerale migliora la capacità cognitiva.

Buoni risultati sulla fame nervosa sono stati ottenuti anche con inositolo insieme a vitamine del gruppo B.

Esistono poi sostanze che vengono definite di massa come il glucomannano che fanno un reticolo all’interno dello stomaco determinando una sazietà periferica.

Altri rimedi per la fame nervosa non ancora riconosciuti a livello scientifico sono la Rodiola, i fiori di Bach Elm, l’agopuntura auricolare e specifiche terapie omeopatiche

Consigli per la fame nervosa fame nervosa come bloccarla a livello comportamentale e alimentare

Consiglio numero 1: sposta la tua attenzione verso altro.

Quando la sera, il tuo stomaco richiama qualcosa di molto sostanzioso, distraiti dedicandoti a qualche altra attività che ti appassiona. Leggi un libro, guarda un film…

Consiglio numero 2: non comprare le cose che ti tentano.

Quando vai a fare la spesa, e sei attratto dal barattolone della nutella o da uno splendido babà, sposta immediatamente il tuo pensiero su come diventeresti tra due mesi se non seguissi la dieta e su come diventeresti invece se la seguissi e potresti finalmente indossare quei vestiti che ora ti stanno tanto stretti…

Vale davvero la pena acquistare quel barattolone di nutella o quel babà?

Consiglio numero 3: prenditi del tempo per fare un po’ di attività fisica, fossero anche solo 5 minuti a casa. L’attività fisica fa produrre dopamina, che è l’ormone della felicità. Quindi, avendo più dopamina in circolo, non avrai necessità di cercare la felicità in un barattolone di nutella o in un babà.

 

In definitiva è dunque possibile non cadere nella trappola della fame nervosa?

Assolutamente sì. Mettendo in atto tutte le indicazioni di cui sopra

 

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